ERP | Delaini & Partners
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Non è semplice parlare di ERP senza cadere in luoghi comuni o affermazioni scontate. In fondo si tratta dell’architrave che regge qualsiasi sistema informativo aziendale ed ogni manager è convinto di saperne abbastanza. In questa Tavola Rotonda abbiamo scelto di sottoporre ai nostri ospiti domande il più possibile “aperte”, attraverso le quali possano spiegare non tanto i contenuti delle proprie soluzioni quanto il modo in cui si stanno impegnando per creare valore aggiunto alle aziende clienti. I possibili testimonial erano moltissimi e noi ci siamo limitati ad estrarne qualcuno. Li elenchiamo in ordine alfabetico, salvo la doverosa priorità all’unica rappresentante femminile di questo evento, così come in ordine alfabetico evidenziamo nel testo i marchi che rimandano ai siti di ciascuna azienda:
  • Luisa Ferrari, Solution Architect Director di Formula
  • Umberto Bramani, Socio Fondatore e Direttore Commerciale di NavLab
  • Bruno Pagani, Country Sales Manager di Infor
  • Francesco Scopelliti, Business Partner Manager di Var-One.
Passiamo subito alle domande.


C’era una volta l’ERP, lo strumento che pretendeva di supportare in maniera esaustiva qualsiasi processo aziendale e dare risposta a qualsiasi esigenza. Poi hanno cominciato ad affacciarsi CRM, Documentali, MES e compagnia bella. Dove sta andando l’offerta di software gestionale?
La prima risposta è quella di Umberto Bramani di NavLab, una organizzazione che associa più distributori di Navision (o Nav o Dynamics 365: scegliete voi): “Secondo me, in questo momento dove le richieste aziendali aprono uno scenario molto ampio di necessità, l’obiettivo è quello di riuscire ad essere da una parte flessibili e possibilmente completi e dall’altra omogenei e funzionalmente integrati. Quindi, ai punti forza che l’ERP tradizionalmente offre, cioè ragionare per processi e con la massima univocità e tracciabilità dei dati, si sono aggiunti aspetti più specifici che toccano ambiti meno strutturati ma che devono egualmente fornire affidabilità ed integrazione. Quindi oggi l’integrazione dei dati e delle interfacce utente diventa un ‘must’ imposto dal cliente, che si aspetta risposte in tutti gli ambiti aziendali che a questo punto devono essere tutti coinvolti.”
Bruno Pagani di Infor pone l’attenzione alla componente tecnologica dell’ERP ed in particolare sulla disponibilità ad operare in Cloud: “Rimane comunque centrale l’adozione di tecnologie per gestire al meglio i processi aziendali in modo integrato ed in tempo reale per migliorare le attività operative, l’efficienza, l’intelligenza e la produttività delle aziende. La vera ‘novità’ richiesta del mercato è di poter adottare queste soluzioni ERP in piattaforme Cloud moderne, sicure e verticali ed in tempi rapidi, cosa che purtroppo in molti progetti ancora non avviene. Un sistema ERP moderno come quello proposto da Infor consente di ottenere la flessibilità per avvantaggiarsi delle evoluzioni del mercato e rimane comunque centrale nel sistema applicativo di qualsiasi azienda manifatturiera. Abbiamo poi sviluppato la piattaforma INFOR OS per permettere ai clienti con esigenze specifiche di integrare soluzioni verticali, come INFOR WMS, INFOR MES, INFOR HCM etc.... “
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Interviene Luisa Ferrari di Formula che sottolinea l’importanza di competenze e strumenti: “Oggi un'azienda non deve pensare al gestionale e relativo fornitore, ma considerare gli strumenti tecnologici a disposizione e avvalersi di un partner che abbia le competenze di integrarli e la capacità di modularli correttamente in base al contesto. La soluzione ideale è sicuramente un offerta modulare e scalabile che possa abbracciare i processi operativi, esecutivi e decisionali a tutto tondo. Il gestionale rimane al centro con la gestione dei 'processi core' che però si devono arricchire di funzionalità sempre più intelligenti e di informazioni (dati) sempre più raffinati.
Il fine è quindi non estendere con soluzioni verticali come si faceva anni fa, ma arricchire e modulare i processi per ottenere efficienza, efficacia e tutti i dettagli a supporto delle decisioni. Da un’azienda reattiva in tempo reale si passa alla capacità decisionale supportata da analisi simulate e predittive. Noi di Formula abbiamo un’offerta denominata Uniqa, che mette a disposizione le eccellenze di strumenti e competenze per permettere la corretta trasformazione digitale.”
Conclude Francesco Scopelliti di Var-One, anche in questo caso un raggruppamento di società informatiche, che supporta SAP Business One: “L’attenzione è passata dal processo all’applicazione. Lo vediamo soprattutto dai nostri clienti SAP Business One: ci chiedono estensioni/micro servizi aggiuntivi che possano essere utilizzati (anche on demand) direttamente dal singolo key user. SAP ha compreso questo fenomeno e grazie allo strumento BTP (SAP Business Technology Platform) permette la costruzione di applicazioni a valore “a contorno” dell’ERP, che integrano, sostengono e certe volte sostituiscono lo standard dei moduli di SAP Business One. L’ERP non potrà mai essere cancellato, ma solamente ‘rieletto’ secondo questa nuova logica più parcellizzata del suo impiego: workflow, CRM, BI e moduli di tracciamento, ad esempio, arricchiscono le tradizionali “procedure” e le rendono più complete, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie.”

Secondo la vostra esperienza, quali sono le motivazioni che portano le aziende italiane a “buttare via tutto e ripartire da zero” piuttosto che a “intervenire chirurgicamente” sui processi maggiormente in crisi? E quale opzione di solito preferiscono?
In questo caso è Bruno Pagani ad esprimersi per primo: “Politiche come l’Industria 4.0 hanno spinto molto l’adozione di nuovi sistemi e di nuovi modi di lavorare, in alcuni casi portando ed in altri aumentando il livello di automazione all’interno del processo produttivo. Spesso però i sistemi su cui le aziende hanno basato la propria attività negli anni precedenti, così come i flussi di lavoro, si sono dimostrati difficilmente compatibili con i nuovi paradigmi tecnologici e poco specifici per alcuni processi
di business, così da dover essere pesantemente personalizzati in maniera tale da creare soluzioni ‘monstre’ difficili da aggiornare con le nuove versioni e costose a mantenere, così che l’opzione di “ripartire da zero” è certamente preferibile....a patto di non commettere gli stessi errori.”
Francesco Scopelliti si preoccupa di fare chiarezza tra gli effetti che le due strategie hanno sui sistemi informativi “L’opzione di ‘intervenire chirurgicamente’ risolve il problema nel breve periodo; ma non è la cura. La sempre più forte domanda di soluzioni in cloud ne sta tracciando la strada. Le aziende che azzerano quanto sviluppato per ripartire sono quelle che hanno reso troppo complesso il flusso delle informazioni aziendali, al punto tale per cui è più conveniente ridisegnarne la logica; a questo contribuisce fortemente l’utilizzo di nuove tecnologie (realtà aumentata, tracciamento del segnale, intelligenza artificiale, per citare i primi), non fruibili con i sistemi più datati. L’opzione preferita pare essere la semplificazione, che spesso fa rima con standardizzazione: SAP Business One si basa sulle best practice di settore e permette alle aziende ed ai manager di occuparsi solo delle proprie attività core, senza doversi più far coinvolgere nella modellizzazione del sistema informativo.”
Umberto Bramani ricorda come nel passato si sia lavorato tanto (troppo?) sulle personalizzazioni e come oggi questo si ritorca spesso sulle aziende: “Diciamo che molto spesso ci si trova di fronte a situazioni in cui la soluzione è stata personalizzata sulle necessità del cliente e quindi si sono ‘cristallizzate’ delle situazioni che sono diventate dei veri e propri colli di bottiglia nelle procedure aziendali. Quindi molto spesso la necessità di cambiare profondamente i flussi aziendali, di pensare a soluzioni che seguano la tecnologia del momento, fanno sì che non solo sia più conveniente cambiare completamente il Sistema Informativo, ma rappresenta anche uno stimolo al cambiamento ed alla innovazione. A questo si aggiunge che la parcellizzazione delle software house, l’invecchiamento del personale IT e anche le dimensioni stesse di chi ha fornito consulenza, portino alla necessità di un cambiamento radicale.”
Si inserisce qui il parere di Luisa Ferrari che caldeggia per l’evoluzione dell’ERP un cammino a tappe: “Ormai le aziende sono chiamate ad una nuova velocità di reazione al cambiamento che le perturbazioni di mercato imprimono. Il percorso di trasformazione non è uguale per tutti, e va ben ponderato. Noi consigliamo un percorso a tappe, che possa iniziare dai punti più critici e che apportano i migliori benefici in termini di efficienza e ROI. Il consiglio è una valutazione oggettiva sulla gestione dei processi di base (core), che stanno come le fondamenta per una casa. Essi devono essere ben presidiati (dati e coerenza) e gestiti con efficienza e fluidità. Su questi poi possono essere valutati interventi in funzione della tipologia di azienda. Se 'capital intensive' il focus sulle efficienze delle risorse e azioni di ottimizzazione possono essere un passo che da ottimi ROI; se 'labur intensive' le azioni possono essere di adozione processi lean e l'ottimizzazione della catena della Supply Chain.”

Qualsiasi azienda che sia nata prima degli anni 70 ha già sostituito più volte il proprio ERP, cercando supporti più efficaci per una competitività esasperata. Secondo voi, quali sono le aree applicative che sono più critiche, quelle in cui la vostra offerta può fare la differenza?
Questa volta la prima parola spetta a Luisa Ferrari che pone l’accento alla componente progetto e supporto: “Servizi o prodotti oggi sono sempre più complessi e customizzati, variabilità della domanda, scarsità delle materie prime, ricerca di massima efficienza: ecco alcuni degli elementi che un'azienda moderna deve gestire. La nostra offerta di differenzia perché aggiunge agli strumenti le strategie operative utilizzate per raggiungere l’eccellenza operativa capace di abilitare le aziende a rispondere alla variabilità della domanda, alla coerente pianificazione delle risorse e al vero miglioramento del business. I punti salienti che offriamo sono orientati alla Operational Excellence ovvero:
- Miglioramento processi core con una piattaforma digitale integrata e moderna
- Pianificazione e ottimizzazione delle risorse per soddisfare la variabilità della domanda
- Innovazione del processo decisionale basato sui dati con strumenti di corporate performance management
- Automatizzare la business productivity per massimizzare il tempo dedicato a reattività e innovazione.”
Umberto Bramani spiega i vantaggi di una soluzione unica ed integrata: “Sicuramente il nostro punto di forza è l’omogeneità e completezza della soluzione, che in modo modulare può crescere non solo nei diversi settori aziendali, ma che consente anche una flessibilità importante.
Quindi l’azienda si trova un Sistema informativo che può modificarsi operando sui flussi e modificandosi ed adattandosi velocemente ai cambiamenti di mercato ed aziendali. Sicuramente poi, la possibilità di gestire una filosofia di prodotto che prevede la univocità dei dati, consente di riuscire a dare informazioni analitiche, precise e tempestive a chi deve prendere delle decisioni.”
La valutazione di Bruno Pagani pone l’accento sulle aziende di produzione: “Sicuramente un punto molto importante riguarda l’ottimizzazione degli stabilimenti produttivi per monitorare i progressi degli ordini di lavoro, localizzare i componenti e, talvolta, perfino decidere le sequenze di assemblaggio e le fasi di un ordine specifico. Ma c'è di più: una supply chain trasparente consente di individuare i potenziali colli di bottiglia oltre ad accelerare i tempi di evasione degli ordini. L’interazione digitale senza interruzioni con clienti e fornitori lungo tutta la catena di approvvigionamento, nonché un'efficienza operativa e agilità ottimali creano un ambiente ricco di dati per consentire la piena tracciabilità dalla materia prima all'utente finale, componente fondamentale per creare un'economia veramente circolare. L‘integrazione tra la struttura dei dati gestionale e quella di fabbrica, per dirla in termini applicativi tra ERP e MES è l’altro punto a cui ci siamo dedicati nel corso nel 2022, per portare sul mercato il prossimo anno le prime soluzioni completamente integrate, grazie all’integrazione della soluzione MES all’interno delle nostre Cloudsuite per il settore industriale, per l’automotive e per il food&beverage, così da poter offrire per la prima volta al mercato una soluzione davvero integrata “from sensor to boardroom”.
Il parere di Francesco Scopelliti è che in sostanza non ci siano funzioni aziendali che richiedano interventi prioritari: “Tutte le aree sono critiche se non vi è un moderno strumento a supporto del business. Oggi la differenza tra le soluzioni proposte viene certamente fatta dalla possibilità di un ERP di recepire e sfruttare appieno la forza e la capacità di efficientare le aree aziendali grazie all’impiego delle nuove tecnologie; oggi alcuni processi d’impresa non sono più immaginabili disgiunti da questo valore aggiunto: mi riferisco ad esempio alla logistica con l’utilizzo della realtà aumentata per il prelievo di magazzino, alla produzione con la gestione via IoT delle non conformità, al sistema nel suo complesso con l’impiego della digital security, alla pianificazione predittiva con l’applicazione di strumento di intelligenza artificiale. Riuscire a garantire copertura dei processi fino ad arrivare al cliente finale è la chiave del successo. In questo contesto la soluzione SAP Business One funge da HUB attorno al quale estenderne le funzioni e le coperture tecnologiche.

Approfittiamo ancora un momento della disponibilità di Francesco Scopelliti per chiedergli se e come è variato il loro approccio al mercato: “Il mercato dell’ERP è cambiato molto, soprattutto è cambiato l’approccio delle aziende al tema dell’informatica: oggi un imprenditore, un manager d’azienda è informato, ‘domina’ (per quanto possibile) l’argomento; il nostro ruolo diventa quindi quello di consulenti che guidano ed indirizzano l’azienda verso soluzioni e progetti che ne migliorino il business e ne garantiscano una crescita nel medio/lungo periodo. X
Un’azienda che deve riorganizzarsi guarda quindi sicuramente all’ERP, ma – come detto in precedenza - questo è solo il punto di partenza: in Var One, grazie alla solidità del prodotto SAP Business One ed alle competenze estese di Var Group siamo noi stessi promotori di bisogni/soluzioni che il cliente non sapeva (ancora) di avere.”
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Ad Umberto Bramani chiediamo un parere secco: secondo lui cloud, soluzioni locali, Intelligenza Artificiale, sono slogan o reali necessità?: “Credo che, come tutte le cose che ruotano intorno al mondo informatico, ci siano componenti che toccano la moda, ed altre che invece sono evoluzioni importanti. Sicuramente senza sfruttare le potenzialità del cloud, molte cose non si potrebbero fare o comunque richiederebbero investimenti proibitivi, così come non è detto che senza cloud non si possano realizzare soluzioni vincenti. Penso che la regola del buon senso valga anche nel mondo informatico e si debbano fare delle scelte ragionate che tengano conto di tutte le necessità aziendali: l’importante è non chiudersi in un recinto e scegliere soluzioni aperte che possano evolvere senza dover necessariamente ripartire da capo ogni volta.”

Un'ultima domanda anche per Luisa Ferrari, con riferimento alle tecnologie di produzione ed agli ostacoli al loro utilizzo: “La diffusione è direttamente proporzionale alla capacità di evolvere le organizzazioni, i processi e le persone. Siamo in un momento storico dove evoluzione delle tecnologie e cambiamento dei modelli di business portano ad una adoption direi obbligatoria per quelle aziende che ambiscono al continuo successo. Quindi il vero ostacolo è il ‘non fare’. Poi va considerato come scegliere lo strumento 'giusto' per l'attività di produzione; di fatto non esiste lo strumento giusto per tutte le aziende. Per scegliere correttamente va valutato il contesto, i bisogni dell'industry e l’organizzazione. Ad esempio l’integrazione con automazione di processo su linee di confezionamento in logica mto può portare ad un efficientamento che si ripaga dopo pochi mesi e abilita l’azienda ad una flessibilità che il mercato saprà velocemente riconoscere.”

Terminiamo – last but not least – con Bruno Pagani, ponendogli un quesito sul loro approccio ad un progetto ERP: I progetti non possono più durare anni come in passato, così l’introduzione di INFOR OS permette di creare un ambiente ‘ibrido’ tra le nostre Cloudsuites verticali su piattaforma AWS ed eventuali soluzioni dipartimentali On-Premise del cliente.
In questo modo, pianificando una sostituzione non ‘one-shot’, unita ad una soluzione davvero verticale per il proprio business e completata da Implementation Accelerators per processi aziendali che abbreviano la durata del progetto, in un confronto che punti all’adozione dello standard INFOR con eventuale aggiunta di poche personalizzazioni e che permetta all’azienda di far partire la nuova soluzione in Cloud nell’arco di 9-12 mesi, permettiamo ai nostri nuovi clienti time-to-value rapido per salire a bordo di soluzioni Cloud e partire per un viaggio fatto di continua innovazione sia tecnologica che di processo.”
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