Metti ordine nell'As/400 | Delaini & Partners

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Roberta Chelotti























Via Vittorio Emanuele II, 22
25030 - Roncadelle (Bs)
Tel. : 030.2787501
Email: informazioni@svib.it
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Intervista di Breaking News

Quattro domande a Roberta Chelotti
Consigliere nel CDA della SVIB


Metti ordine nel tuo As/400 - IBM i


I sistemi informativi aziendali hanno quasi cinquant’anni, dato che è dalla seconda metà degli anni ’70 che gli elaboratori hanno iniziato ad assumere un ruolo sempre più rilevante a supporto delle attività operative e decisionali delle imprese. Oggi l’informatica di qualsiasi PMI ha una storia lunga e complessa: software evoluti, integrazione tra applicativi differenti, nuovi rilasci e mille personalizzazioni stratificate negli anni.
Mettere ordine è diventato indispensabile. Parliamo di una soluzione che si propone questo obiettivo con Roberta Chelotti che opera in qualità di Consigliere del CdA nella Svib, una delle primissime software house nate a Brescia.




Tra le molte soluzioni realizzate da Svib in tanti decenni ce n’è una che si chiama “Gestione Release”. Ci puoi accennare brevemente qual è il suo obiettivo?

Nel tempo, visto i nostri anni di attività, abbiamo riscontrato installando nuove versioni software presso i clienti che avere tutte le versioni precedenti era indispensabile soprattutto quando i risultati che si avevano con la nuova versione erano deficitari in alcune parti precedentemente coperte. C’era la necessità, per identificare eventuali problemi, di poter confrontare sorgenti precedenti con l’ultimo. Abbiamo quindi sviluppato un software che si preoccupa di salvare in automatico tutte le versioni di un programma.


Mi hai detto che questo software era stato pensato per uso interno, per mettere ordine tra le tante versioni personalizzate installate presso i vostri Clienti. Perché adesso avete pensato di proporlo a terzi, sia aziende con una struttura IT interna che società informatiche?

Riprendere in mano programmi vecchi nasconde molti rischi e la mancanza di documentazione scritta mette in crisi la nuova Software house o il nuovo Edp manager di un’azienda con IT interno. Spesso i programmi sono personalizzati e quando si devono sostituire le release si incontrano grossi problemi a riportare le modifiche nella nuova versione.
Parlando con qualche software house amica abbiamo riscontrato che il problema non era solo nostro pertanto abbiamo mostrato anche a loro la nostra soluzione e la reazione ci ha colpito perché sono rimasti impressionati dalla sua efficienza. A quel punto è stato quasi obbligatorio proporre loro di usarla.

Uno dei problemi classici che assilla programmatori ed analisti nel momento in cui si accingono ad intervenire su un programma, è sapere se il sorgente su cui si lavora è proprio quello che corrisponde al programma oggetto su cui è indispensabile intervenire. Come avete risolto questa piccola-grande esigenza?

L’ambiente di cui parliamo permette di generare l’oggetto *PGM con incorporato il sorgente del programma, del dspf se c‘è , dei *PRTF se ci sono (in modalità criptata) e qualora sia necessario permette di recuperare in modo rapidissimo tutti quei sorgenti. Questo serve anche quando casualmente si perde il sorgente.


Avete predisposto qualche metodologia o accorgimento per differenziare gli ambienti di test da quelli operativi ?

Nella configurazione dell’ambiente è obbligatorio indicare una libreria di test nella quale vengono generati tutti i nuovi oggetti e quelli modificati. Tale libreria viene posta prima di tutte le altre librerie applicative di produzione in modo che si possano effettuare tutti i test possibili senza inquinare l’ambiente produttivo.
Al termine dei test è possibile spostare in modalità automatica tutti gli oggetti dalla libreria di test a quelle di produzione, salvare i vecchi sorgenti, sostituirli con quelli nuovi.
L’ambiente fornisce molte altre funzionalità che favoriscono, accelerano, rendono sicure le attività del programmatore.


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