Rifondare i Sistemi Informativi | Delaini & Partners

Non lasciatevi impressionare troppo dalla dichiarazione, ruvida e radicale, espressa dal titolo ma è comunque il caso che iniziate a darvi da fare.
Questo consiglio è rivolto ai titolari ed ai manager di aziende ogni settore, chiunque insomma sia chiamato dal suo incarico a prendere delle decisioni da cui dipenda il presente (decisioni tattiche) o il futuro (decisioni strategiche) dell’azienda. Non sto parlando comunque, vorrei fosse ben chiaro, di sostituire il proprio Sistema Informativo, operazione che richiede tempi ed investimenti (economici e di risorse interne) tutt’altro che banali.

I dati ci sono … anzi ci sarebbero
Facciamo partire il ragionamento dalla constatazione che, salvo eccezioni ormai rare, i Sistemi Informativi delle PMI sono estremamente ricchi di dati analitici. Ma questo non è sufficiente: i dati, per diventare informazioni e quindi per essere fruibili negli interventi decisionali, devono essere associati, confrontati, valutati.
È questo, secondo la nostra esperienza, l’elemento su cui fermare l’attenzione. Acquisire dati è sempre un costo, anche se negli anni più recenti gli automatismi e le interazioni con i macchinari di fabbrica hanno accelerato e semplificato le cose così come, per fare un altro esempio, gli strumenti e le metodologie adottati nella logistica hanno reso più affidabili e tempestive le letture dei movimenti di materiali. Troppo spesso, peraltro, questa enorme massa di dati già registrati (e pertanto a costo zero) viene impiegata più per operare che per decidere e, in particolare, viene sfruttata poco per decidere su orizzonti temporali di medio-lungo termine.

Le strategie vanno cambiate
I tempi in cui le valutazioni le faceva l’imprenditore con la sua esperienza sommata ad un indubbio fiuto sono tramontati. Oggi sono ormai pochi i settori merceologici che presentano un andamento regolare e prevedibile, sia in crescita che in stabilità e, ahimè, a volte in calo. Ne consegue che le strategie non possono essere fatte basandosi su informazioni vecchie o incomplete o poco dettagliate.
Gli strumenti, peraltro, ci sono tutti: dagli Analytics, che combinano la base di dati a funzioni matematiche anche complesse, ai Big Data che permettono (scusate la semplificazione) di confrontare la propria situazione con scenari più ampi e più generalizzati. Molte PMI da anni impiegano strumenti di business intelligence potenti ma che non sempre vengono sfruttati per “scavare” a fondo e per capire, oltre al che cosa, anche il perché delle situazioni.

Ah, i trend!
I trend di mercato, in effetti, sono più imprevedibili che mai. Due eterni anni di Covid, in un’altalena di speranze e ricadute, si sono saldati quasi senza discontinuità con l’attuale situazione in Ucraina. I due fenomeni, tanto diversi, hanno generato una catena di conseguenze difficilissima da analizzare e ardua da risolvere.
Se i trend storici non ci aiutano affatto, considerando l’anomalia del contesto, allora ciascuno deve ricorrere a tutto quello che è nella sua disponibilità, in termini di informazioni ma non solo.
Qualche esempio qua e là, tanto per non restare nel vago:
  • dal punto di vista delle risorse finanziarie, considerando che il PNRR e dintorni mettono a disposizione soldi e garanzie in modo molto più diffuso di prima, il problema si sposta sulla pianificazione a medio lungo termine, quella che aiuta le aziende (e gli Istituti che erogano il prestito) a capire bene in che modo il capitale potrà essere restituito senza avvertire contraccolpi
  • alla tradizionale attività di ricerca clienti e gestione va sommata una attenzione molto maggiore nel valutare la loro solvibilità, presente e futura
  • i fornitori non solo devono essere “bravi e puntuali”, ma dobbiamo essere ragionevolmente certi che riescano ad approvvigionarsi nelle materie prime e semilavorati di cui necessitano per la nostra commessa.
E così via.

Tanto per concludere
Quanto sopra rappresenta una semplice traccia, magari semplicistica, per aiutare a ragionare su che cosa sta cambiando e come. Il messaggio ci piacerebbe fosse comunque chiaro:
  • guardate con attenzione al vostro Sistema Informativo
  • evitate, se possibile, di stravolgere tutto perché i miglioramenti potrebbero concretizzarsi troppo tardi
  • osservate bene di quali dati disponete e soprattutto verificate se e fino a che punto li utilizzate in modo adeguato alle vostre esigenze
  • cercate eventualmente piccoli (nel senso di mirati) software da integrare a quanto avete per alzare in tempi brevi e con investimenti limitati la qualità delle informazioni che vi servono per decidere e per spiare “in tempo utile” dove sta girando il vento.
Chi desiderasse qualche consiglio in più, può contattarmi senza impegno alla email alberto@delainipartners.it

Alberto Delaini
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