Impresa digitale e metriche | Delaini & Partners

Vuoi che la tua impresa sia veramente digitale?

Sono tre le metriche da tenere sotto controllo



Le imprese stanno vivendo scenari a complessità crescente. Mai come ora la definizione VUCA (Volatility, Uncertainty, Complexity and Ambiguity) traducibile in italiano con Volatilità, Incertezza, Complessità e Ambiguità è stata più calzante per definire mercati sempre più competitivi.
L'imperativo aziendale di abbracciare il digitale - dati, integrazioni e analisi - pare ampiamente compreso. Il collegamento al valore aziendale, tuttavia, non lo è ancora.

Quando ci chiediamo come sta procedendo la transizione al digitale delle nostre imprese, spesso snoccioliamo un elenco di iniziative in corso in tutta l'azienda: attivare una nuova piattaforma tecnologica, lanciare nuovi prodotti o investire in e-commerce, solo per citarne alcuni. Quando ci troviamo a quantificare l'impatto concreto di queste iniziative, di solito cala il silenzio.
Le aziende che perseguono la digitalizzazione hanno bisogno di una proprietà e di managers pienamente coinvolti che prendano il controllo e stimolino i benefici degli investimenti digitali. Ciò significa dare la priorità alle iniziative scalabili in grado di migliorare sostanzialmente le prestazioni dell’impresa, insistere su risultati rapidi che possono essere migliorati nel tempo e, soprattutto, misurare e monitorare l'impatto e la creazione di valore di tutte le iniziative digitali.
In effetti questo vale anche per iniziative al di fuori del digitale :
“Dare la priorità alle iniziative scalabili in grado di migliorare sostanzialmente le prestazioni dell’impresa”

Vediamo come garantire che valutazioni e metriche ci aiutino a muoverci nella giusta direzione.
E’ vitale osservare che il passaggio al digitale è “orizzontale” e abbraccia l'intera organizzazione. Direzione e managers godono di una posizione unica per avere piena visibilità e influenza su tutte le funzioni aziendali e per garantire che l'impresa nel suo insieme stia sfruttando il digitale in modo significativo e profittevole.
Mappa prima di misurare
Dovremmo chiederci: "La mia azienda ha una chiara road map delle priorità digitali, oppure si è raccolto un vago insieme di progetti?"
Lo scopo della road map non è solo quello di definire il percorso per andare da X a Y. È quello di costringere ogni ufficio e reparto a definire la priorità 3-5 progetti innovativi. Progetti innovativi? Si, progetti digitali che hanno il potenziale per fare una differenza –concreta - nelle prestazioni complessive dell’impresa concentrando le risorse conseguentemente.
La trappola più comune nella quale cadiamo quando affrontiamo strategie digitali è infatti la tendenza a dare il via libera a ogni tipo di progetto. In questo modo si corre il rischio che nessuno di essi raggiunga un impatto sufficiente a fare davvero la differenza.

Tre misurazioni per l'impresa digitale
L’attuazione della road map digitale è iniziata? E’ tempo di iniziare a misurare le prestazioni. Data l’importanza della trasformazione digitale, la misurazione è fondamentale per garantire che tutte le spese e gli sforzi profusi vengano ripagati al più presto.

1. ROI digitale
Misurare il ritorno sull'investimento digitale è sia ovvio che essenziale. Dovremmo guardare non solo al valore fornito dalle singole iniziative prioritarie, ma anche al supporto che queste iniziative offrono agli obiettivi strategici.
Non trascuriamo il fatto che non esiste nulla di peggio che lo “stare fermi”. Fare un investimento minimo o nullo rispetto alla concorrenza significa perdere terreno. L'investimento digitale riguarda anche la prevenzione della perdita di quote di mercato!
Per massimizzare la resa è consigliabile trasformare un processo critico alla volta, amplificando poi i risultati per ottenere trazione verso il resto delle strategie in atto. Procedere in questo modo consente alle organizzazioni di sfruttare dati, soluzioni tecnologiche - e talenti - per più progetti, risparmiando tempo e risorse.
Nonostante i maggiori ritorni per molte aziende derivino dall'orientamento degli investimenti digitali verso iniziative di crescita di fatturato e marginalità, anche un approccio meno canonico e scontato indirizzato all'aumento dell'efficienza può produrre risultati straordinari.

2. Tempo necessario per adottare nuovo software
La velocità, in particolare la rapida traduzione delle idee in software che possono essere utilizzati in prima linea, è fondamentale in ogni “impresa digitale”.
In questo senso, l’adozione di soluzioni full cloud come SAP Business ByDesign può offrire garanzie assolute sui tempi di adozione del sistema ERP.
Come citato prima, in un mondo VUCA, ritardare significa cedere un vantaggio alla concorrenza o, ancora peggio, adottare uno strumento obsoleto prima ancora di essere utilizzato. La nostra esperienza suggerisce tempistiche precise per l'immissione di applicazioni software sul mercato. Per un software specifico e verticale, che parta da un’analisi condivisa e dettagliata, non si dovrebbero impiegare più di quattro mesi per essere operativi. Per l'introduzione di un applicativo software complesso e/o strutturato (per esempio, un programma personalizzato mobile per la gestione delle vendite), la tempistica dovrebbe essere inferiore a sei mesi.
Ovviamente, “rapido” non significa malfunzionante. Sebbene soggetti a miglioramenti e revisioni, i prodotti software (ho usato con intenzione il concetto di “prodotto software”) devono fornire sin dall'inizio un'adeguata esperienza d’uso al cliente. Ciò richiede che gli sviluppatori lavorino con logiche Agile© e che il committente abbia contribuito a definire e specificare con la massima precisione i confini della commessa.
La responsabilità di acquisire e monitorare queste misurazioni spetta all’ufficio/reparto che sponsorizza lo sviluppo dello strumento digitale e al responsabile tecnico dell’impresa.
Il ruolo della direzione generale è quello di essere a conoscenza dei principali risultati e scadenze e, insieme alla direzione tecnica, di monitorare tutte le iniziative digitali in tutta l’azienda per identificare le aree in cui le tempistiche sono costantemente più lunghe.
“Non trascuriamo il fatto che non esiste nulla di peggio che lo “stare fermi”. Fare un investimento minimo o nullo rispetto alla concorrenza significa perdere terreno

È anche utile misurare la percentuale di applicazioni software che effettivamente arrivano ad essere – concretamente - utilizzate. In molti casi, le aziende creano pseudo centri di eccellenza che producono numerose richieste e analisi, pur se la maggior parte non vede la luce. Attraverso l’uso delle funzioni di monitoraggio dei progetti e delle parti di cui sono costituiti, SAP Business One può garantire il controllo costante e predittivo sugli investimenti dell’Impresa.
La velocità di distribuzione è quindi senza dubbio il più importante indicatore di prestazioni (KPI) in questo ambito. Riflette il grado di collaborazione di tutte le parti di un’azienda e determina la velocità con cui i dati e le informazioni possono raggiungere il campo per apprendere e migliorare.

3. Capacità di attrazione dei migliori talenti
La capacità di attrarre e trattenere talenti tecnologici di qualità sopra la media è probabilmente il fattore cruciale del successo a lungo termine.

La direzione, con una visione globale dell'intera organizzazione, deve comprendere le esigenze più critiche e disporre di una misura del progresso volto a garantire l’inserimento di talenti con una mentalità di -costruzione e trasformazione-. L'obiettivo – complesso - è raggiungere un equilibrio tra tecnologia e talento generale in tutta l’azienda.
Una metrica chiave è la percentuale di talenti, inclusi tecnici IT, project managers e product managers, che stanno effettivamente lavorando con mansioni che possono influire su un vero cambiamento. Poi ci sono le metriche più tradizionali, come la percentuale di laureati in discipline tecniche sullo staff ed eventualmente la percentuale che ha conseguito la laurea presso istituzioni con programmi di ingegneria di valore assoluto.
Per garantire la fidelizzazione, forse la cosa più importante è l'integrazione dei talenti. Se i nostri talenti tecnologici sono isolati è estremamente difficile “scalare” nel digitale.
E’ possibile monitorare questo parametro per esempio valutando semplicemente il numero di e-mail scambiate in un determinato periodo. Se un collaboratore invia costantemente messaggi solo agli stessi – pochi - colleghi, potremmo dover affrontare un problema.

Il livello di integrazione fra colleghi è misurabile - ed incentivabile - anche con tools e strumenti proattivi che offrono la completa condivisione della conoscenza.
SAP Business ByDesign è strutturato per fungere da “contenitore” della conoscenza dell’azienda. Conoscenza fruibile sempre e ovunque grazie alla tecnologia cloud by SAP.
Infine, poiché le imprese non possono mai assumere tutti i “talenti digitali” necessari, è anche importante misurare quanto stanno migliorando le competenze dei talenti esistenti.
I modi per farlo includono esaminare la qualità e l'accessibilità dei programmi di formazione e sviluppo -e misurare i livelli di utilizzo-.


Quando le aziende conoscono le metriche più importanti da monitorare, possono analizzare l'efficacia degli investimenti digitali.
In collaborazione con i responsabili di processo e di funzione, managers e proprietà possono adattare l'acquisizione di talenti, l'allocazione delle risorse e la cultura aziendale in modo da garantire che il passaggio al digitale sia immediatamente profittevole.


Magnituudo, nata da una costola di Puntoexe Software House attiva da 25 anni nel mondo ERP, aiuta le PMI italiane ad affrontare il percorso verso la digitalizzazione dei processi.
Grazie al SAP© Partner Open Ecosystem supportiamo i nostri clienti nell'adozione dei sistemi ERP SAP Business One e SAP Business ByDesign.
Magnituudo permette finalmente di sfruttare i dati come risorsa strategica per identificare nuove opportunità di mercato, innovare nuovi modelli di business, automatizzare i processi.
Collaboriamo con i nostri clienti per valorizzare i loro talenti fornendo loro strumenti di produttività, informazioni strategiche e opzioni di lavoro mobile per aiutarli a dare il meglio del loro potenziale.

Francesco Smorgoni è fondatore di Magnituudo e Puntoexe, speaker e podcaster
(ww.imprenditoridisuccesso.com).


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