Gli asset intangibili | Delaini & Partners

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Emilia Garito
CEO di Quantum Leap
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Via E.Gianturco, 1
00196 - Roma

info@quantumleap-ip.it
www.quantumleap-ip.it
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Intervista di Breaking News

Quattro domande a Emilia Garito
CEO di Quantum Leap S.r.l.

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Quantum Leap è una società ad alto contenuto tecnologico che dispone di un’offerta piuttosto particolare, forse non pienamente conosciuta dal mercato. Ci può sinteticamente descrivere quali sono le vostre più frequenti tipologie di intervento?

Quantum Leap ha come suo fondamento la tematica della connessione tra ricerca e impresa come acceleratore economico e il paradigma dell’Open Innovation è il nostro biglietto da visita, il fil rouge di ogni nostra attività.
Quantum Leap mira a creare un sistema fondato sulla sinergia tra ricerca e impresa nell'attività di valorizzazione della proprietà intellettuale. Tra ricerca e impresa, poiché parlano un linguaggio diverso, ci siamo noi. Non soltanto le mettiamo in contatto, ma creiamo un progetto da cui possono trarre vantaggio reciproco. Cerchiamo di capire il reale valore sul mercato di una tecnologia e di creare un percorso di co-sviluppo per trasformarla in un prodotto competitivo sul piano internazionale.
Il principio di base è la collaborazione, la Shared Innovation come mi piace definirla, perché le imprese non possono innovare da sole per continuare a competere sui mercati internazionali. Oggi l'innovazione è cambiata, la trasformazione va veloce e le aziende hanno bisogno di supporto e competenze per capire dove sta andando e come possono intercettarla.


Qual è la metodologia con cui analizzate le esigenze del nuovo cliente e lo aiutate ad affrontare e risolvere le sue criticità? E qual è il ruolo aziendale del vostro interlocutore più frequente?

È necessario avviare un percorso di innovazione interno all’azienda che abbia l’obiettivo di ottenere nell’immediato i seguenti risultati:
  1. Previsione del proprio scenario competitivo in una proiezione temporale di medio e lungo termine.
  2. Intercettazione dei nuovi bisogni interni ed esterni all’azienda, al fine di costruire la futura crescita industriale sulla capacità di rispondere alla domanda emergente.
  3. Conoscenza degli strumenti di miglioramento tecnologico.
  4. Individuazione dello stato di maturità tecnologica delle soluzioni esterne di interesse.
  5. Creazione di un processo stabile di acquisizione dell’innovazione interna ed esterna all’azienda.
Questi sono i cinque requisiti per creare un’azienda che accolga il paradigma dell’Open Innovation e, attraverso una visione del mercato in cui porre al centro i bisogni reali dell’utente (Innovazione 5.0), costruisca la propria strategia di crescita attraverso l’ottimizzazione degli investimenti in R&D, la riduzione del time to market e l’ampliamento della propria presenza in un numero maggiore di paesi.
Per quanto riguarda i nostri interlocutori più frequenti, noi ci confrontiamo in primis con gli Innovation Manager e gli Amministratori Delegati, ma il dialogo può essere allargato anche ai Responsabili R&D e delle Risorse Umane.
L'area di formazione infatti è un punto di forza di Quantum Leap. Ci avvaliamo di nostre metodologie, progettiamo in house i corsi di formazione. Abbiamo messo in piedi un'Academy attraverso cui lavoriamo con le realtà industriali per porre con manager e dipendenti le basi per recepire l'innovazione che arriva dall'esterno. Team integrati multidisciplinari che preparano il terreno. Perché una delle barriere è la resistenza a cambiare impostazione culturale che oppongono le strutture produttive interne". Tra le novità c'è il corso con approccio 'society 5.0': significa progredire mettendo le esigenze dell'uomo al centro della modernizzazione, con un approccio etico al cambiamento.


L’Italia, in simmetria con il resto del mondo, si affanna ad individuare le strategie più adatte per accelerare la ripresa o, per lo meno, il ripristino di una situazione di mercato il più vicina possibile a quella precedente la pandemia di CoronaVirus. Quali sono le azioni che state portando avanti o che pensate di intraprendere a supporto delle imprese che sentono questa esigenza? Esistono delle facilitazioni o dei finanziamenti appositi ai quali attingere?

Le imprese hanno un’opportunità per fare subito un salto di frequenza: avvalersi degli asset intangibili già in loro possesso e lasciati chiusi in un cassetto, trasformandoli in patrimonio attivo da cui trarre profitto.
Come? Valorizzando la proprietà intellettuale con l’obiettivo di costruire la propria strategia di crescita attraverso la diversificazione coerente, utilizzando gli strumenti del Trasferimento Tecnologico e della IP Strategy.
La capacità di innovare continuamente la propria offerta, diversificando prodotti e servizi, è l’ingrediente fondamentale per progettare il vantaggio competitivo dell’azienda nel futuro.

Quantum Leap propone strumenti come l’analisi di IP Strategy con l’obiettivo di individuare le modalità di valorizzazione dei portafogli brevettuali di un’azienda, l’analisi di Patent Landscaping per classificare lo stato dell’arte delle tecnologie esistenti sul mercato, seguita da attività di valorizzazione della Proprietà Intellettuale al fine di individuare opportunità su mercati paralleli (co-sviluppo e partnership industriali). Un altro strumento importante è l’Innovation Screening che consente di comprendere qual è il valore tecnologico di un’impresa ed il relativo indice di competitività rispetto al mercato dei prossimi 5 anni, permettendo quindi una successiva attività di Scouting Tecnologico finalizzata all’acquisizione di tecnologie e soluzioni innovative di frontiera provenienti dall’esterno.
Infine, Quantum Leap supporta le aziende affinché possano trarre il massimo vantaggio dall’utilizzo di agevolazioni quali il Patent Box o il Bonus R&D, ottimizzando così la redditività ed il ritorno sugli investimenti impiegati in questo settore.


Parlate spesso di proprietà intellettuale. Autorevoli esperti sostengono che, nella fase di ripartenza, la capacità di “reinventare le cose” (i prodotti, i processi, i mercati, le tecnologie, …) potrebbe assumere un ruolo ancora più determinante che in passato. E il nostro Paese è da sempre la culla dell’inventiva imprenditoriale. Considerando che proteggere un’idea è ben più complesso che proteggere un prodotto, quali potrebbero essere i vostri suggerimenti in materia?

Bisogna per prima cosa cambiare la cultura dell’Innovazione e capire che, oggi più che nello scorso secolo, il brevetto di un'idea non è più utilizzato a fini difensivi, è bensì un'opportunità di collaborazione. Questo scenario rende un ruolo diverso all’attività di brevettazione che deve essere pensata col fine entrare in nuovi mercati, magari quelli più ostici e competitivi, attraverso la leva del Trasferimento Tecnologico, che diventa così un importante strumento di crescita economica. Proteggere un’idea, attraverso le regole internazionali in materia di brevettabilità di una invenzione, è una opportunità molto poco esplorata in quanto, in diversi casi, si ritiene il percorso da intraprendere molto lungo e oneroso. In realtà oggi, grazie anche ai finanziamenti emessi dal Governo (quali ad esempio Brevetti+ e Disegni+), un'azienda che brevetta la propria invenzione, anche senza disporre di grandi mezzi finanziari, si dota di un'arma potentissima e si apre quindi alla possibilità di partnership e ad accordi industriali con aziende più grandi. Può anche concedere licenze di produzione ad altri suoi stessi competitors nella parte opposta del mondo, beneficiare delle royalties e raggiungere così mercati che non sarebbe stata in grado di approcciare con i soli propri mezzi.
Inoltre, se pensiamo che la Cina nel 2018 ha presentato la metà dei brevetti depositati in tutto il mondo, capiamo come il vantaggio competitivo su scala globale non possa prescindere dalla capacità, ma soprattutto direi dalla volontà, di brevettare idee, soluzioni e qualsiasi altro elemento frutto di inventiva e ricerca che possa dimostrare di possedere i requisiti di brevettabilità, ovvero novità, originalità (o attività inventiva) e industrialità. Non sono forse esattamente queste le principali caratteristiche dell’essere italiani?
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