La forza di un Paese | Delaini & Partners

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Erika Morri
info@erikamorri.com
PREMESSA
https://www.youtube.com/watch?v=jmdkTsjFI-s
Aprite questo link come sottofondo della lettura...

Chi di noi in questi giorni stia sperimentando una “reclusione” fisica, probabilmente si sarà reso conto ancora di più, di quanto la mente sia potente e non imprigionabile e quanto la capacità di scegliere i pensieri - come i vestiti da indossare la mattina - sia uno strumento fondamentale sia per la qualità della vita … che del nostro lavoro.

E così in questo scrivere, vorrei condividere “voli” storici condotti in questi giorni, che sarà forse colpa dei BIAS cognitivi, ma riconfermano come l’unità di un gruppo e di una comunità con talenti diversi, abbia dato risultati sorprendenti…e con orgoglio tutto italiano, una delle (mie) innumerevoli conferme della nostra capacità di fondere mondi per risultati migliori…l’ho trovata nel 86 D.C. in pieno Impero Romano.

Da sempre appassionata di sport e rugbista sino al midollo, ho ripreso in mano la storia delle Olimpiadi e rispolverando informazioni che avevo nel retro cervello, ho letto che le prime Olimpiadi nel 788 a.C. nacquero per “spostare” sul piano sportivo le divergenze e le grosse frizioni tra i popoli ellenici, per evitare cosiÌ lo scoppiare della guerra civile.
Poi, da uno spunto di una nota di quelle scritte in piccolissimo, ho approfondito uno scritto di Platone, che definiva gli Spartani “ FILOSOFI”
Io da sempre associo l’immagine di uno spartano a guerra…pugna…coesione di gruppo…spirito di sacrificio…ma a filosofo?!

E così sono stata ammaliata dalle riflessioni di Platone il quale, commentando il popolo spartano, ne considerava gli atleti (allora per essere guerrieri efficaci bisognava essere atleti) come filosofi capaci di sviluppare importanti capacitaÌ di relazione e di “COMPRENDERE MEGLIO GLI ALTRI”, grazie alla miglior conoscenza di seì stessi…data dal lavoro sul corpo e sulla mente per meglio performare.


Platone specificava, che questa capacità di comprendere meglio gli altri, derivasse dal fatto che essendo i guerrieri spartani una casta “nobile”, gli fosse proibito durante le pause tra un allenamento e l’altro, di occuparsi in lavori manuali, per cui si cimentassero in studi sulla dialettica, la musica e la poesia.


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Tre "incarnazioni" di Erika:
  • rugbista
  • coach
  • conferenziera

E QUI IL PRIMO SHOCK CULTURALE e primo tassello del ragionamento: Spartani filosofi, mediatori…poeti e musicisti?!
I Romani dopo la vittoria sui Greci, ne assorbirono la cultura armonizzandone usi e costumi e l’Imperatore Domiziano nel 86 d.C. aprì i giochi anche gli stranieri.
L’imperatore istituì ” l’Agon Capitolinus ”, dove lo stesso Domiziano premiava i vincitori di competizioni “fisiche” come il pugilato, la corsa, il lancio del peso e del giavellotto, ma anche gli artisti che primeggiavano nelle discipline del canto, della musica, dell’eloquenza e della poesia.

SECONDO SHOCK CULTURALE e secondo tassello del ragionamento: le Olimpiadi non solo celebrazione di masse muscolari, tenacia, performance ma anche di eloquenza musica e poesia?!
E da quest’ altra informazione, comincio ad interrogarmi sul come mai l’Imperatore premiasse anche gli artisti…
E l’idea che mi sono fatta e che condivido con voi, è che gli artisti fossero “la voce e gli occhi” della comunicazione di allora, la nostra radio e televisione di oggi e che decantando, dipingendo e scolpendo le gesta degli eroi delle Nazioni (Roma era già cosmopolita nel I secolo D.C.) fossero fondamentali per coinvolgere ed emozionare anche chi non era presente…facendo inorgoglire le genti del popolo romano.
Ovvero atleti ed artisti erano UNA SQUADRA, il cui valore era la diversità e che muovendo le emozioni in modo diverso, creavano il senso di appartenenza nazionale!

E qui mi fermo, perché vorrei lasciare libere le vostre menti nelle più ardite associazioni che dall’epoca romana si connettano alle aziende e realtà dei nostri giorni, ma concludo rendendovi partecipi della mia riflessione:
Nel 89 D.C come oggi, abbiamo bisogno di coesione e di credere in un Paese che utilizzando le diversità ambientali e culturali come risorsa, sappia reagire ad una variabile imprevedibile, riaffermando che la creatività e la professionalità italiana sono motori efficaci di una Nazione che uscirà da questa situazione, più performante e più conscia dei propri valori come punti di forza.



Ed a quelli che si staranno chiedendo perché un’opera di Rachmaninov in sottofondo (clicca!) rispondo che questa melodia alterna momenti di baratro a risalite di orgoglio e che ho voluto usare la diversità di un sensazione data dalla musica…armonizzata all’azione di un pensiero, per poter scrivere ad alta voce:
FORZA ITALIA dal 17 marzo 1861.
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