Una vita come sospesa | Delaini & Partners

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Silvia De Martino
silvia.demartino@mondipossibili.eu
In questi tempi, che forse non saranno brevissimi, la vita è come sospesa, in attesa di qualcosa o di qualcuno che ci indichi una strada, una via d'uscita.

In periodi di crisi, che definirei di sistema, le soluzioni individuali sono a volte controproducenti: leggevo stamattina che sono arrivati dalla Lombardia e dal Veneto due pullman carichi di persone che, almeno in parte, volevano sottrarsi alla vita in quarantena, recandosi al Sud, che in questi momenti sta vivendo una sorta di riscatto rispetto al Nord... Certo, ci sono anche casi al Sud, ma non quanto nel Nord, produttivo e iperattivo... ma ora il rischio è che queste persone arrivate in pullman contagino anche il Sud che non aveva focolai...

Quindi, le strategie individuali non sono l'ideale...quando è la collettività ad essere in pericolo. Ma, come diceva Boudon, sociologo francese del secolo scorso, è proprio nei momenti di crisi che gli individui dimenticano la comunità e si arrangiano come possono: ad esempio i lavoratori, da sempre, abbandonano le strategie collettive con il sindacato per negoziare personalmente una soluzione accettabile.

Quindi, io penso che, in questi mesi sarebbe opportuno privilegiare la collettività, accettare le regole comuni che i governi di tutta Europa stanno diramando, restare in casa, uscire solo se è necessario, organizzarsi collettivamente per sopperire ai bisogni dei più deboli, come gli anziani: a Venezia, la mia città prima che mi trasferissi a Palermo, gruppi di giovani si sono offerti sui social e porta a porta di fare le spese alimentari e farmaceutiche per le persone fragili, non solo per gli anziani, che dovrebbero avere degli enormi portafortuna visto che sono sempre più additati come quelli che moriranno certamente con il Coronavirus...

Le strategie collettive possono essere vincenti in questo periodo per salvaguardare la salute dei cittadini e anche del sistema socio-sanitario, che non è già in grado di fronteggiare la situazione nelle Regioni più performanti: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna!

A livello privato, nelle nostre case, invece, le strategie individuali o di coppia o di famiglia stretta vanno valorizzate al massimo: certo, non si può andare al ristorante, né in pizzeria, non si può andare al cinema, né al teatro...ma si possono fare tante altre cose, oltre al lavoro a distanza (lo smart working, come si dice inutilmente in inglese...)

Potrebbe essere l'occasione per dedicarsi alla lettura, all'informazione, a visitare musei e gallerie d'arte on-line: perfino il Louvre, in piccole dosi, è visitabile digitalmente.


Inoltre, ci si può parlare e soprattutto ascoltare di più: quante sono le coppie e le famiglie che non si parlano più, perchè c'è la televisione, oppure semplicemente perchè sembra loro di non avere più nulla da dirsi... Riscopriamo le relazioni, che sono uno degli ingredienti più importanti per il nostro equilibrio e la nostra serenità.

E poi annoiamoci: sembra terribile, ma in realtà è dimostrato sia nella letteratura che dalla scienza, che è proprio nella noia che emergono nuove idee, nuove energie, in una parola la creatività, che soffochiamo dentro di noi perchè abbiamo sempre qualcosa di urgente da fare!


Non incoraggio la sindrome del divano....ma piuttosto quella di vivere intensamente il proprio tempo nella relazione con se stessi. Non che sia facile, ma, una volta iniziato, non si può che andare avanti nella ricerca di chi si è veramente!
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