Logistica 4.0: la rivoluzione | Delaini & Partners

L'incontro era organizzato dal Laboratorio RISE, del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale, per cui era sicuramente interessante, ma capita raramente di vedere l'aula di un convegno gremita - la Sala Consiliare dell'Università di Brescia, Facoltà di Ingegneria, è tutt'altro che piccola - e non succede quasi mai che il moderatore, per rispettare i tempi, sia costretto a bloccare un muro di mani alzate a fare domande.
A Brescia, territorio dove il lavoro è assolutamente sacro, più di un centinaio di persone ha sacrificato una mezza giornata in azienda per aggiornarsi su un tema intrigante: la Logistica 4.0.

Ma il 4.0 non riguardava solo l'Industria?
Come ha ricordato Andrea Bacchetti, il responsabile della ricerca, non è più il caso di parlare di Industria 4.0: oggi è indispensabile ragionare in termini di Impresa 4.0, perchè l'evoluzione tocca praticamente tutte le aziende, non solo quelle manifatturiere. Questo convegno dedicato alle esperienze pratiche nel settore Logistica, lo ha ampiamente dimostrato attraverso lo studio su un campione di 110 aziende di tutta Italia presentato in modo estremamente preciso e puntuale da Marco Ardolino ma supportato con estrema concretezza da una Tavola Rotonda con le voci di Manager e Imprenditori d'azienda, Fornitori di tecnologie e soluzioni e persino da un Digital Innovation Hub.

Il questionario che è stato proposto non era per niente banale e andava a scavare in aspetti decisamente interessanti. E' stato compilato dai responsabili della Logistica e Supply Chain (40%) ma anche della Produzione (21%), della Direzione Generale (17%) e altri Manager vari.
Gli argomenti su cui si è investigato sono raggruppati nella tabella a lato.

Di estremo interesse una osservazione fatta da Ardolino: sulle tecnologie si lavora troppo spesso in modo “verticale”, inseguendo il singolo obiettivo specifico e trascurando la visione d’assieme degli interventi di innovazione; questo comporta regolarmente, nel tempo, numerosi e gravi problemi e la necessità di rifare le cose.

L'impatto tecnologico
Una cosa mi sembra meritevole di sottolineatura: il quadro di sintesi delle tecnologie che si possono raggruppare nell'universo 4.0.
In effetti l'argomento è così ampio da trasmettere, in prima battuta un certo senso di disorientamento, per non dire di preoccupazione. Nell'evento del RISE, invece, le singole componenti sono state collocate in modo ordinato e chiaro, così da consentire una visione d'assieme utilissima anche ai non iniziati.

Un altro merito mi sembra l'individuazione precisa delle principali difficoltà incontrate dalle nostre aziende. E' emerso che tra i problemi incontrati figura sì l’inserimento di nuove tecnologie, ma che non va assolutamente trascurato il tema dell’acquisizione delle competenze da parte del personale, che viene fortemente impattato dal progetto.
Viceversa, rispetto a pochi anni fa, oggi non c’è difficoltà nel trovare Provider adeguati. E' chiaro naturalmente che le piccole aziende vedono gli ostacoli più alti rispetto a quelle di dimensioni maggiori.
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Tra il dire e il fare ...
Come in moltissime ricerche è opportuno andare a cercare il pelo nell'uovo, nel senso di individuare le incoerenze tra le risposte. Qui forse la più avvertibile è un disallineamento tra le risposte di quello che si vorrebbe fare e quello che stanno effettivamente facendo: solo il 37% dice di avere azioni in corso ma in realtà è il 15% che si sta impegnando in modo effettivo.
Ma questa non vuole essere una critica: le aziende oggi vorrebbero fare molto di più di quello che in realtà riescono effettivamente a portare avanti.
In ogni caso per i dettagli invito a scaricare, con un semplice clic sull'icona qui sotto, la documentazione generosamente messa a disposizione dal RISE.

Una Tavola Rotonda "vera"
Una componente estremamente vivace e chiarificatrice dell'incontro è stata peraltro la Tavola Rotonda. Di solito ne vediamo di finte, stiracchiate, con interventi poco significativi se non banali. Questa volta sono emersi dati di prima mano così indicativi che vale la pena di stralciarne una parte. Li cito in ordine di presentazione, senza la pretesa di riferirle parola per parola, ma il significato delle affermazioni è quello riportato..

Maria Grazia Signorini – CFO - Berti Macchine agricole

Molte aziende iniziando ad operare su 4.0 si sono trovate di fronte ad un iniziale “blocco mentale” da parte degli operatori: avevano apprezzato la formazione ma al momento di metterla in pratica sono andati in crisi; problema superato con un affiancamento
“Se non ci fossero stati gli incentivi non avremmo aperto il libro di Industry 4.0” poi, una volta iniziato e capito, ci siamo decisi ad impegnarci; con le nuove informazioni e con l’esigenza di utilizzare gli strumenti, sono emerse informazioni non precedentemente note sulle inefficienze

Simone Bizzarri – Resp. tecnico e marketing - Bancolini

Nel 2017, agli albori di Industry 4.0 le aziende si ponevano principalmente l’obiettivo di prendere i finanziamenti; nel ’18 e ’19 la coscienza dell’utilità è cresciuta e quindi si è iniziato a lavorare con obiettivi di efficienza.

Luciano Bonomi – AD di Bonomi Industries

Stiamo facendo crescere il personale a tutti i livelli: l’azienda ha bisogno di “smart people”, gente che ha la capacità di usare le tecnologie ma anche la voglia. Con le nuove generazioni sta cambiando il personale a livello di mentalità: occorre che il personale cambi ma anche che cambi l’atteggiamento dell’azienda verso le persone; non avviene più che uno passi tutta la vita nella stessa azienda e quindi è meno facile farle integrare e fidelizzare. Servono non solo nuovi ingegneri ma anche nuovi operatori di macchina, ben formati.

Pietro Cuttica – marketing director - SedApta

Ci sono due fatti che cambiano i processi: il lavoro “demand driven” per passare da un make to stock a una make to order; l’interconnessione tra le informazioni dei vari sistemi e l’analisi dei dati ottenuti, un tema vecchio ma oggi di forte importanza per l’aumento della complessità nella lettura e valutazione.
In Italia stiamo ancora costruendo il futuro; la digitalizzazione è ormai invasiva a livello personale (vedi lo smartphone) e lo sta diventando a livello aziendale.

Elena Segattini – Innovation Manager - SpeedHub

Collegato alle Camere di Commercio, SpeedHub tiene seminari e convegni per diffondere la conoscenza; preso le aziende vengono fatti interventi di assessment per verificare il livello di “maturità digitale” per evidenziare punti di forza e di debolezza e Gap da colmare. In una piccola azienda è difficile fare una valida formazione interna, per cui hanno predisposto “Cataloghi 4.0” che erogano formazione qualificata e danno diritto agli incentivi per la formazione 4.0 .

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