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Il contesto
Aprendo un qualsiasi giornale è normale imbattersi in termini come dazi, no deal, barriere, muri, brexit, commercio, tariffe fino ad arrivare al termine guerra.
Sempre di più oggi, le politiche commerciali e la diffusione del protezionismo conducono le aziende a focalizzarsi sulla ottimizzazione della supply chain, in quanto tante organizzazioni stanno rivedendo le loro strategie di localizzazione perché la “più grande guerra commerciale della storia dell’economia”, come la ha definita il Ministero del Commercio di Pechino, è ufficialmente cominciata il 6 luglio 2018 , quando Washington si è rivolta all'Organizzazione Mondiale del Commercio contro la Cina e l'Europa per "dazi illegali" su alluminio e acciaio.
Stiamo scoprendo che dopo aver abbattuto i muri di mattoni ed ideologici ne stiamo costruendo altri.

Stan Aronow, Gartner Research Vice President, dice: “il protezionismo si sta diffondendo in risposta alle mosse annunciate da Stati Uniti e Regno Unito: ciò ha portato molte organizzazioni a rivalutare la strategia di localizzazione per le loro reti di approvvigionamento. Aumentano i costi della logistica e della manodopera in molte aree geografiche e quindi le catene di approvvigionamento più efficienti stanno gestendo proattivamente questi rischi”.

L'esigenza
Ecco perché in un mercato instabile eccellere nella gestione e nel controllo dei costi di produzione è una vera leva competitiva.
La supply chain, non è un processo che riguarda, come spesso si crede, la sola logistica. Si tratta, al contrario, di un processo molto più ampio, che coinvolge numerosi ambiti, non solo all’interno dell’azienda, ma anche all’esterno di questa. Questo significa che la supply chain non riguarda più soltanto le articolazioni interne all’azienda, ma anche i fornitori, i terzisti e non in ultimo i clienti.

La supply chain, pertanto, può essere vista come una sorta di patto collaborativo, che mira al miglioramento delle performance dell’azienda per integrare in modo efficiente fornitori, produttori, magazzini, in modo che la merce sia prodotta nelle giuste quantità, nei giusti luoghi e tempi in modo da minimizzare i costi globali soddisfacendo al tempo stesso i requisiti in termini di livello di servizio.

Una efficiente gestione delle supply chain nelle dinamiche aziendali consente di perseguire obiettivi essenziali per qualsiasi impresa di successo:
  • riduzione dei costi: il principale degli obiettivi della supply chain è quello di ridurre i costi, sia di produzione che di distribuzione, al fine di acquisire una maggiore concorrenzialità sul mercato di riferimento;
  • miglioramento della soddisfazione del cliente: il secondo fondamentale obiettivo della supply chain è quello di migliorare la soddisfazione del cliente finale, riducendo i tempi di attesa e migliorando la qualità del prodotto.

La soluzione
Nell’ottica di una gestione della supply chain sempre più orientata al risultato, Plannet è in grado di supportare le aziende con Compass10, avanzata soluzione software integrata di pianificazione, schedulazione a capacità finita e MES.
Compass10 si integra in modo semplice ed efficace con qualsiasi sistema ERP e consente di migliorare il servizio al cliente, ridurre i tempi di attraversamento e le scorte, aumentare la produttività delle risorse, diminuire i tempi di set-up degli impianti, ridurre scarti e non-conformità, ridurre il tempo dedicato alla pianificazione e migliorare la circolazione delle informazioni.
Per il quarto anno consecutivo, la Optilon Supply Chain Conference, svoltasi a Stoccolma il 4-5 Settembre, ha visto l’attiva partecipazione di Plannet, partner Optilon, con l’annuncio del rilascio nel corso della prima metà del 2020 di un nuovo componente della suite software COMPASS10, il PCO (Plan Cost Optimiser)
Il nuovo Plan Cost Optimizer (PCO) è uno strumento fondamentale in grado di supportare le aziende per l’analisi e la minimizzazione dei costi del piano di produzione in processi logistico-produttivi complessi.
Per conoscerci meglio www.plannet.it
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