Soluzione finanziaria 4.0 | Delaini & Partners
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Intervista con
l'Ing. Angelo Carlo Amati

I progetti "Industry 4.0" sono spesso particolarmente costosi, perchè possono prevedere interventi sui macchinari oltre che su processi e software di governo. Abbiamo chiesto all'Ing.Amati di darci un primo quadro delle possibilità di finanziamento esistenti, un tema che riprenderà nell'ambito dell'evento "iEfficiency Cube" del 9 maggio a Villa Borromeo.

Quando l’azienda italiana comincia a dar forma ad un investimento di una certa entità, uno dei fattori limitanti è quello di come finanziarsi. Così limitante che su questo scoglio spesso il progetto va a naufragare. In realtà ci sono strumenti estremamente interessanti che risultano poco conosciuti e, di conseguenza, poco sfruttati. Quali sono, in sintesi?
Premetto subito che in Italia risorse/strumenti per finanziare soprattutto investimenti tecnologici ce ne sono e forse in numero superiore a quello che si pensa. Ovviamente l'approccio e l'ottica dell'impresa non può solo essere “vecchio stile” pensando esclusivamente ai classici contributi a fondo perduto. Quest'ultimi hanno già drogato abbastanza la piccola/media imprenditoria italiana. Potenzialmente validi come supporto agli investimenti sono gli strumenti previsti del nostro ultimo Piano Nazionale 4.0 e Legge di Stabilità 2017 ancora non pienamente conosciuti.

Il Governo ha parlato spesso dei provvedimenti avviati per dare nuovo sprint a economia e occupazione; a tuo avviso quali di questi strumenti che hai citato sono adeguati e per quali obiettivi?
Come già previsto nella Legge di Stabilità 2017 ritengo molto interessanti strumenti come il Bonus Ricerca, Patent Box, Super-Iper ammortamento, Sabatini Ter, Credito di Imposta per aziende del Sud non dimenticando i Mini Bond.
I benefici per le aziende che investono o hanno voglia di farlo sono indubbi con agevolazioni spesso cumulative se gestite al meglio. In questa 4^ rivoluzione industriale per l'occupazione soprattutto giovanile intravedo degli scenari molto interessanti dove ci sarà sempre più richiesta di nuove figure professionali e competenze sempre più globali in ambito 4.0 .
Penso al mondo ICT, dell'automazione industriale, della digitalizzazione e dell'avvicinamento di svariate tecnologie già performanti a settori ed applicazioni finora esclusi.

Quali effetti potrebbero avere gli strumenti disponibili se applicati in modo diffuso? Quale tipologia di azienda ne può trarre i maggiori benefici?
Gli strumenti di cui ho accennato ben si sposano con la nostra tipica PMI dove la creatività, flessibilità e velocità sono i veri asset. Spesso incontro aziende che non hanno la consapevolezza di poter valorizzare quello che fanno soprattutto in attività di R&S, prototipi, collaudi ecc. C'è ancora una certa distanza non solo comunicativa tra il mondo delle PMI e gli attori istituzionali e forse questo Piano Industriale Nazionale 4.0 potrà creare un volano importante per l'economia nazionale dei prossimi anni. La tipologia di aziende che potrà usufruire dei maggiori benefici sono sicuramente quelle che a 360° indipendentemente dal settore investiranno in R&S, innovazione di prodotto e processo nonché nell'upgrade formativo costante del personale con paradigmi completamente diversi dal passato. Comunque è come se avessimo un "ritorno al futuro". Si va sempre di più verso un eco-sistema networkcentrico, con scambio in rete di esperienze e competenze, come ci insegna l'Open Innovation. Personalmente penso che andiamo incontro ad una vera rivoluzione nell'innovazione dei processi non solo aziendali dove l'avvento dei Big Data con annessi e connessi ribalterà il concetto di estrapolazione e gestione dei dati con tutte le conseguenze del caso. Andiamo incontro a processi aziendali innovativi che necessiteranno di KPI eulistici, paradossalmente sempre più "antropologici" sempre meno matematico-statistici.
Una sfida davvero importante per tutti i nostri operatori del mondo ICT e un’opportunità strategica da non perdere.

Per concludere, una domanda importante: come può fare la PMI per orientarsi tra tutte queste possibilità e scegliere quella più adatta alla sua struttura e al suo contesto?
Quasi sempre una nostra PMI non è strutturata per monitorare, progettare ed attivare meccanismi di finanziamento tantomeno in ambito R&S oppure Innovazione o Commesse di Ricerca, tutti settori dove ci sono ottime agevolazione e interessanti contributi. Le PMI (e non solo) spesso si rivolgono alla propria associazione o ente di categoria o al commercialista, purtroppo realtà non sempre dotate di una sufficiente conoscenza e vera padronanza pratica di questa materia. Consiglierei senza dubbio di affidarsi a società di servizi reali all'Innovazione + R&S strutturate e consolidate, società non improvvisate con una vera ed importante storia operativa alle spalle. Mi affiderei a professionisti pragmatici di alto livello, con documentata esperienza ed etica professionale, che operano quotidianamente nell'ambito della R&S -Innovazione. Last but not least: quasi mai chi si occupa classicamente di "Finanza Agevolata" ha le competenze ed esperienza necessarie per padroneggiare i meccanismi finanziari relativi all'Innovazione e Ricerca.




Alberto